Syn aisthánestai, "percepire insieme": a quanti ci chiedono perché abbiamo
scelto questo nome per il nostro gruppo rispondiamo con l'etimologia greca della parola in
questione. Parola che di significati ne ha tanti: in letteratura, designa una figura retorica
che consiste nell' accostare aggettivi e sostantivi attinenti a piani sensoriali diversi,
come nel caso delle "voci di tenebra azzurra" (Pascoli) o delle "fredde luci" (Montale);
nell'ambito psicologico indica addirittura una patologia: quella per cui la stimolazione di
uno dei cinque sensi genera l'illusione della percezione anche attraverso gli altri quattro.
Percepire insieme: quale forma d'arte, meglio della musica, riesce ad evocare colori,
immagini, sensazioni tattili, persino sapori; che cosa, più dell'arte dei suoni,
è capace di fondere i cinque sensi in un'unica percezione?
Costituito nel 2004 per rispondere all'unanime esigenza dei suoi componenti - musicisti di
grande talento già affermati a livello individuale - di creare qualcosa di personale
attraverso la musica, accostandola all'occorrenza con altre forme d'arte, il Quintetto
Sinestesia si è imposto sulla scena musicale nazionale dopo pochi mesi dalla sua
nascita, aggiudicandosi il primo premio assoluto al Concorso di Musica da Camera "G.
Rospigliosi" ed al Concorso Internazionale "Rovere d' Oro 2005". I riconoscimenti conseguiti
hanno permesso al "Sinestesia" di inaugurare un'attività concertistica che l'ha visto
esibirsi in tutta Italia, sempre con notevoli apprezzamenti da parte del pubblico e della
critica. Nel 2006 il gruppo ha incrementato il suo palmarès con altri due premi:
quelli ottenuti al Concorso Internazionale di Musica da Camera "G. Zinetti" ed al Concorso
Nazionale "F. Cilea" di Palmi.
In occasione di una tournée organizzata dal CIDIM, il
Quintetto, che nella circostanza ha ampliato il suo organico avvalendosi della collaborazione
del pianista Diego Mingolla, ha varcato i confini nazionali ed
europei ed è stato applaudito nei teatri di Montevideo, Cordoba, Buenos Aires e
Santiago del Cile.
Orientati inizialmente verso lo studio della musica originale per quintetto di fiati, i
membri del "Sinestesia" si propongono di incrementarlo anche attraverso l'introduzione di
trascrizioni dal repertorio orchestrale. Il respiro "sinfonico" e l'ampiezza della gamma di
colori di una formazione quale il quintetto di fiati consentono infatti di trasferire su
cinque pentagrammi un' intera partitura d'orchestra: è questa l'idea che sta alla base
del progetto del "Sinestesia" di attingere dai capolavori della musica sinfonica per
integrare il repertorio originale per quintetto, "sbilanciato" verso il '900, con brani del
periodo classico-romantico e persino barocco; progetto che è stato inaugurato con le
trascrizioni delle Ebridi di Mendelssohn e delle Quattro Stagioni di Vivaldi.